L’AZIENDA
IntesaBci è il primo gruppo bancario italiano ed uno dei principali in Europa. Nasce il 1° maggio 2001 dall’integrazione di Banco Ambrosiano Veneto e di Cariplo con Banca Commerciale Italiana; riunisce sotto un unico governo banche e società che operano nei diversi settori dell'intermediazione creditizia, finanziaria e dei servizi alla clientela.
Nell’ambito del Gruppo, IntesaBci Sistemi e Servizi fornisce servizi informatici e infrastrutture, in particolare gestisce:
- 20 milioni di transazioni/giorno
- 900.000 clienti di telephone banking
- 110.000 di home banking
- 50.000 di corporate banking
- 4.300 ATM e 65.000 POS
- 6.900 servers
- 50.000 posti di lavoro × oltre 20.000 MIPS e 70.000 GB
Nel sistema bancario moderno, dove tutti i processi di business sono altamente informatizzati, ogni innovazione deve tenere in grande conto il fattore tempo, che può cambiare drasticamente le opportunità che un istituto può cogliere.
La riduzione di tempi e costi degli sviluppi applicativi, risulta quindi un fattore determinante per ogni innovazione e per la riuscita di un progetto.
In questo contesto, le problematiche di natura tecnica devono interferire il meno possibile con la gestione del core business.
Infatti è molto più importante il valore dell’informazione che non il modo in cui questa viene prelevata, elaborata, stampata o rappresentata.
È altresì importante non essere vincolati a specifiche periferiche, valutando piuttosto il miglior rapporto prezzo- prestazione.
È alla luce di queste esigenze che Intesa BCI si è rivolta a Uniteam per l’implementazione della soluzione Special Peripherals Framework nella propria applicazione di front office, con l’obiettivo di avere un’unica soluzione in grado di gestire le periferiche esistenti a seguito di una migrazione all’ambiente operativo Windows 2000.
LA SFIDA: IMPLEMENTAZIONE
“Il ricorso ad altri fornitori, stranieri, in passato ci aveva creato inevitabili problemi di tempestività per gli interventi”, commenta Marco Antonini di IntesaBci Sistemi e Servizi.
“Abbiamo scelto Uniteam oltre che per la competenza nello specifico settore, per la rapidità nel rispondere e la disponibilità a venire incontro alle nostre esigenze.”
Inoltre il progetto è stato realizzato anche grazie al coinvolgimento di Attachmate per l’integrazione con l’emulatore 3270 di printer e di Accenture come utilizzatore dell’architettura.
Grazie alla totale integrazione della soluzione scelta con gli ambienti Microsoft Windows ed alla intuitività delle interfacce di utilizzo, non è stato necessario alcun corso di aggiornamento per gli operatori.
La prima fase di studio è iniziata attorno ad agosto 2000. A febbraio 2001 si è svolto il system test, che è terminato a fine marzo 2001.
Il progetto è entrato in produzione ad aprile 2001, in linea con i tempi che erano stati previsti all’inizio del progetto.
Continua Antonini: “L’integrazione è avvenuta in tempi ristretti, il che è già un buon risultato e, fatto particolarmente importante, rende trasparente la gestione delle periferiche rispetto alle applicazioni”.
I BENEFICI
La modularità dell’architettura Uniteam ha permesso di integrare agevolmente nuove periferiche, non previste nel disegno iniziale, rispettando la data di consegna prevista senza alcun intervento a livello applicativo.
Un altro beneficio è rappresentato dalla totale indipendenza delle applicazioni dalle periferiche utilizzate, grazie alla qualità delle interfacce con le diverse applicazioni, pensate in funzione delle reali esigenze applicative e non come conseguenza delle peculiarità delle periferiche.
In particolare, la soluzione Special Peripherals Framework ha consentito ad IntesaBci il recupero del parco macchine esistente, oltre a garantire rapidità di intervento nella gestione dei componenti.
In termini numerici si parla di 11.000 stampanti in IntesaBCI rete Cariplo e di circa 7.000 presso IntesaBCI rete Banco Ambroveneto.
La diffusione dell’architettura presso le altre banche del gruppo porterà al recupero di un significativo numero di altre stampanti.
LA TECNOLOGIA
Special Peripherals Framework è un’architettura aperta in ambiente standard.
La sua naturale collocazione è nel mondo bancario, che fa un ampio uso di periferiche specializzate, in genere non supportate in modo nativo dal sistema operativo.
Nello specifico si tratta di periferiche quali stampanti bancarie, lettori di assegni etc.
Oltre all’indipendenza dalle periferiche utilizzate, alla massima scalabilità e alla possibilità di integrare nuove periferiche non previste nel disegno iniziale, l’architettura adottata consente la continuità del servizio, garantendo una sensibile riduzione dei fermi macchina dovuti a guasti.
La compatibilità tra hardware diversi, infatti, fa sì che qualora si verificasse un guasto hardware, questo possa essere rapidamente risolto, sostituendo la periferica guasta con la prima disponibile.
La soluzione semplifica inoltre lo sviluppo delle applicazioni, rimuovendo i vincoli imposti dai dispositivi fisici e le complessità delle interfacce grafiche.
Special Peripherals Framework è configurabile, cioè permette di gestire esternamente alle applicazioni il tipo di periferica fisica installata nella specifica configurazione hardware e integra facilmente e con meccanismi standard anche le applicazioni Web.
L’architettura è stata disegnata in modo da affiancare e integrare le modalità native dell’ambiente Microsoft.
Si affianca in quanto non esclude la possibilità di utilizzare le periferiche nella modalità tradizionale Microsoft.
Le integra in quanto fornisce una nuova modalità più semplice ed agevole per la gestione delle stesse. Le modalità di interfaccia sono in linea con i nuovi standard di mercato.
L’architettura prevede due distinte modalità di interfaccia. La prima fornisce un’interfaccia COM, che risulta particolarmente adatta alle applicazioni tradizionali (client/server) e permette di usufruire dei meccanismi di gestione remota messi a disposizione dalla tecnologia DCOM.
La seconda, maggiormente innovativa, fornisce un’interfaccia SOAP, particolarmente indicata per le nuove applicazioni Web, e consente inoltre l'indipendenza dal browser adottato.
L’aderenza agli standard garantisce la portabilità e salvaguarda nel tempo gli investimenti effettuati. L’architettura stratificata consente infine di fornire alle applicazioni una visibilità logica delle periferiche fisiche.
La rimappatura delle funzionalità logiche sulle caratteristiche fisiche delle periferiche è demandata a uno o più strati di software, collocati a diversi livelli dell’architettura.
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