Carne e ortofrutta completamente tracciabili – Da aprile anche il latte
Sempre più consumatori controllano le etichette degli alimenti, verificano quando ci sono informazioni quali l’origine, gli ingredienti, i contenuti, nutrizionali.
La scelta di un alimento piuttosto che di un altro è sempre più dettata, oltre che dal prezzo, dalla ricerca sia della sicurezza su ciò che si mangia, sia della qualità.
Per garantire sicurezza e qualità sono mobilitati da tempo sia gli organismi competenti sia i produttori e sempre più spesso vengono annunciati nuovi sistemi di tracciabilità che, sfruttando tecnologie avanzate, permettano di ricostruire il percorso di un cibo, sia esso una fettina di carne o un mandarino.
Nel caso delle produzioni animali è stato appena presentato un sistema di identificazione elettronica in sperimentazione, che consente al consumatore, attraverso un codice, di conoscere tutta la catena produttiva fino alla macelleria.
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Gianpiero Vigo
Amministratore Delegato di UNITEAM SpA |
“Il codice si trova in macelleria. A partire dal codice che è all’interno dell’animale, quando nasce, quando viene allevato, viene trasferito poi sulle mezzane, sui quarti e come codice finisce anche sulla fettina che compriamo al supermercato. Lo stesso codice che segue l’animale sino al punto finale di distribuzione” (Gianpiero Vigo, Amministratore Delegato di UNITEAM SpA).
Nel settore ortofrutticolo giocano un ruolo importante i centri agro alimentari all’ingrosso, snodi tra produzione e distribuzione, dove garantire la tracciabilità delle produzioni; produzioni che, come a ricordato il Ministro delle Politiche Agricole Alemanno, spesso sono prive di identità territoriale.
In questo contesto, poiché i sistemi di tracciabilità hanno un costo, c’è il rischio della concorrenza sleale da parte di quei paesi extra comunitari che non applicano regole di sicurezza.
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Giovanni Alemanno
Ministro delle Politiche Agricole e Forestali |
“Noi dobbiamo fare una forte vigilanza per garantire che il produttore nazionale, il produttore comunitario, che si sobbarca i costi della sicurezza alimentare, non sia poi sottoposto alla concorrenza sleale di altri produttori che immettono i loro prodotti sul mercato comunitario, ma non seguono gli stessi standard, non hanno gli stessi costi per avere gli standard di sicurezza alimentare” (Giovanni Alemanno, Ministro delle Politiche Agricole e Forestali).
E proprio in tema di tracciabilità il Ministro ha anche annunciato che dal primo Aprile dell’anno prossimo (2005 n.d.r.) il latte fresco in commercio avrà in etichetta la zona di provenienza.