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 Tracciabilità dell'olio extravergine di oliva- Firenze 16/09/2005

tracciabilita' dell'olio extravergine d'oliva
di Damiano Usala


Una colazione informale nella Villa Lilliano sul tema della tracciabilità dell’olio, nel corso della quale alcuni operatori del settore hanno dibattuto le modalità, le problematiche e i tempi di implementazione, anche in relazione all’entrata in vigore del regolamento CE 178/2002


Villa Medicea di Lilliano
www.malenchini.it

Sono intervenuti all’incontro, l’elaiotecnico Marco Mugelli, l’agronoma Fiammetta Nizzi Grifi, Giacomo Grassi del Frantoio Greve Pesa, Piero Gonnelli del Frantoio Santa Tea, Franco Gabrielli consulente dell’ Agriprogram, Marina Malenchini in qualità di Presidente del Consorzio Colli Fiorentini, Stefano Porcinai, enologo e agronomo, Nanni Montorselli responsabile per la tutela della 'Dop Olio Extra Vergine d' Oliva del Consorzio Chianti Classico', Vincenzo e Diletta Malenchini dell’azienda Malenchini e Annamaria Guicciardini, Supervisione Settore olivicolo del Castello di Poppiano.

Erano inoltre presenti Fulvio Zubiani e Michela Cimatoribus dell’agenzia di comunicazione Rossi&Bianchi, organizzatori dell’evento e Fabio Buccigrossi, Giuseppe Rossi e Salvatore Mendoliera della società Uniteam, leader nel settore dei sistemi informatici legati alla tracciabilità.

Durante il dibattito, introdotto da Vincenzo Malenchini, si è cercato di verificare gli aspetti critici della tracciabilità per i piccoli produttori di olio, la gran massa peraltro, sparsi per il territorio toscano.

Mugelli ha sottolineato l’aumento del carico formale previsto per le aziende per il quale la tracciabilità potrebbe aggravarne il peso. Adesso, questo arriva ad oltre 22 ore alla settimana, diversamente dal resto d’Europa dove il recepimento della normativa europea avviene sempre nel senso di alleggerire le pratiche amministrative per le aziende. Questo penalizza fortemente le aziende italiane rispetto alle concorrenti europee.

Un altro problema, sottolineato da Mugelli, è la mancanza di sanzioni, o comunque l’impossibilità di applicarle realmente, rendendo poi la norma nulla almeno di fatto. Così ad esempio in sette anni di produzione biologica certificata della propria azienda non c’è stato nessun controllo.

La tracciabilità, secondo Mugelli deve essere intesa come un ulteriore sistema per assicurarsi che il prodotto finito sia di ottima qualità e reale espressione del territorio, con le sue intrinseche caratteristiche.

Lo stesso Mugelli ha adottato un sistema sperimentale per controllare e tracciare le varie fasi del processo di produzione dell’olio, mirato a garantire una qualità costante dell’olio prodotto.

I rappresentanti di Uniteam hanno sottolineato, intervenendo nel dibattito, che l’utilizzo dei sistemi informativi aziendali, specificatamente per la tracciabilità della filiera, dovrebbe essere fatto con un approccio alla qualità e al mantenimento di livelli di eccellenza tali da garantire sicurezza per il consumatore, e qualità per il produttore.

L’approccio alla tracciabilità come mero strumento per adempiere alle normative non risulterebbe invece vantaggioso.

Il produttore otterrebbe inoltre, grazie alla razionalizzazione dei processi un risparmio di costi. Secondo il Direttore Divisione Industria e Servizi della società Uniteam, Salvatore Mendoliera, un approccio corretto alla tracciabilità dovrebbe tradursi immediatamente in un vantaggio competitivo, in grado anche di spingere le vendite.In sintesi lo strumento informatico, opportunamente utilizzato e implementato dovrebbe poter centrare obiettivi di qualità, sicurezza e business – in termini di minor costi e maggiori vendite.

In previsione dell’implementazione di un sistema di tracciabilità, un’ipotesi di lavoro potrebbe essere, secondo Vincenzo Malenchini, date le limitate risorse dei piccoli produttori, la creazione di una partenership tra produttori, frantoi e consorzi, nella quale i consorzio potrebbe farsi carico della predisposizione di un sistema di tracciabilità usufruibile da tutti gli interessati.

L’intervento di Giovanni Brachetti Montorselli, responsabile per la tutela della Dop Olio Extra Vergine d' Oliva del Consorzio Chianti Classico, ha sottolineato che il ruolo del consorzio nell’ipotesi sopraccitata non potrebbe mai essere di mero controllo, vista l’esperienza fino ad ora maturata.

Il consorzio al contrario, sempre a detta del dott. Montorselli, potrebbe dare le indicazioni e le linee guida per l’applicazione della norma, come attualmente fa nei confronti del legislatore per la predisposizione dei disciplinari di produzione, agendo così da tramite tra i produttori e l’amministrazione.


Nell’attuale situazione normativa dove l’olio marcato italiano può provenire, per il 25% da altri paesi, gli stessi produttori sono indotti alla frode, ed il consorzio non avrebbe nessun vantaggio ad avvallare o controllare il reale rispetto delle procedure o disciplinari.

Il consorzio valuterebbe invece con favore l’ipotesi, all’interno del progetto tracciabilità, di garantire agli associati una corretta informazione e di verificare i costi/benefici di un sistema di tracciabilità automatizzato.

Salvatore Mendoliera, illustrando uno dei recenti casi nei quali il sistema di tracciabilità Uniteam è stato implementato, ha messo in evidenza che anche i consumatori sono ormai sensibili al tema della tracciabilità essendo disposti a spendere maggiormente se il prodotto risulta tracciato.

Secondo Mugelli, uno dei problemi di fondo in tema di tracciabilità qualunque sia il fine – adempimenti amministrativi, sicurezza del consumatore o garanzia della qualità, è che non esiste una volontà reale di rendere il controllo o le procedure oggettive e quindi verificabili.

Secondo Piero Gonnelli, del Frantoio Santa Tea, la tracciabilità dovrebbe essere un sistema ulteriore per valorizzare i prodotti caratteristici del territorio, ed il consorzio dovrebbe portare avanti il discorso di informazione e controllo. In particolare il costo della tracciabilità è uno dei fattori critici per le aziende agricole poiché le piccole realtà non potrebbero permettersi ulteriori costi amministrativi.


Panorama del Frantoio di Santa Tea
www.santatea.it

Dopo il dibattito sono stati illustrati due diversi esempi di sistemi informativi applicati alla tracciabilità: uno messo a punto in maniera sperimentale dal dott. Mugelli e l’altro, applicato con successo a diverse aziende, della società Uniteam.

Entrambi i sistemi, in grado di tracciare ogni fase del processo della filiera olivicola, hanno dimostrato nei casi illustrati i vantaggi dell’implementazione di tale sistema, in termini di razionalizzazione, risparmio e garanzia di qualità.

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