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DOTT. ENRICO BERTULESSI


Gruppo Unicredit - Responsabile Unità Monitoraggio Gestione Andamentale

 GLI INTERVENTI IN AULA
Dr. Fernando Metelli
Dr. Enrico Bertulessi
Prof. Andrea Resti
Dr. Giovanni Bertoli Palomba
Dott.ssa Rosanna Zanon
Dr. Edoardo Ginevra
Dr. Mario Torti
Conclusioni
  Basilea II Strumenti di misura e controllo - Milano 29/04/2004
 

L'obiettivo del mio intervento è focalizzato nell'illustrare l'esperienza di Unicredit Banca, Unicredit come gruppo e Unicredit Banca d' Impresa come azienda, visto che parlerò prevalentemente della parte corporate, degli strumenti di misurazione e valutazione e monitoraggio del rischio di credito, che sono stati adottati e sono stati implementati nella banca corporate.




Il mio obiettivo è quello di spiegare quali sono le logiche e la transizione che c'è stata tra un sistema di un metodo di valutazione e di monitoraggio tradizionale, a un trasferimento di questo metodo

In realtà la valutazione del rischio di credito, non varia se non in un discorso di oggettivazione.

La compliance Basilea, ha come obiettivo il far sì che tutto ciò che è stato attuato fosse utilizzabile nei processi operativi della rete.

La mia presentazione prevede quattro macro-tematiche che riguardano la nuova regolamentazione, le metodologie di analisi della valutazione del merito creditizio e gli strumenti di valutazione e di monitoraggio utilizzati dal gruppo.

Sintetizzando, sappiamo che l'obiettivo della nuova regolamentazione è quello di associare l'assorbimento di capitale, all'effettiva rischiosità della qualità del credito senza utilizzare quelli che erano dei coefficienti fissi all'8%.

Conosciamo anche il nuovo accordo con i famosi tre "pilastri" riguardanti i requisiti patrimoniali minimi correlati alla rischiosità delle controllate, il processo di revisione e controllo e la richiesta di informazione al pubblico.

Sostanzialmente gli approcci possono essere tre: quello a cui si è orientato il nostro gruppo, è stato quello del metodo advanced . E' un po' di tempo che ci occupiamo di questo argomentoe riteniamo che sia possibile, nelle tempistiche indicate per il nostro gruppo, potere adottare questo tipo di sistema.

Ovviamente, con la nuova regolamentazione, vi possono essere alcune differenze nell'assorbimento di capitale che variano notevolmente, da un 100% attuale allo zero, a un 1250% per il metodo advanced.

Quindi per questo segmento di clientela il ragionamento fatto in precedenza riguardo all' assorbimento di capitale, minore o maggiore, con l'adozione del sistema advanced, ha delle differenziazioni di assorbimento molto elevate.

Come già precedentemente detto , si può acquistare, lo sviluppo di un sistema si può sviluppare internamente un sistema di rating ma quello che non possiamo né costruire né comprare è innanzitutto la qualità del dato, ma soprattutto l'integrazione del sistema nei processi di misurazione e gestione del rischio, Secondo la nostra visione, questo è il punto di maggiore attenzione, perché cambia sostanzialmente quello che è l'approccio alla valutazione, alla misurazione del rischio di credito nei processi operativi; siamo banche commerciali, trasformare strutture organizzative, modalità di lavoro su una rete di sportelli, di 28 mila colleghi (non tutti concentrati sull'area crediti e coinvolti nel processo di valutazione del rischio di credito) e cambiare decisamente il modo di lavorare è il problema principale.

La banca deve essere in grado di identificare e misurare il rischio tramite strumenti interni, che devono avere particolari requisiti organizzativi e informatici. Come primo passo seguo il processo di valutazione, la metodologia di analisi creditizia che è stata adottata da quando si genera il rischio di credito. Le logiche su cui viene valutata l'affidabilità di un cliente sostanzialmente non sono variate, perciò le componenti principali sono tre : la valutazione del cliente, dell'operazione (quindi della tipologia di operazione che mi viene richiesta) e la valutazione della garanzia. Non credo ci sia niente di nuovo da questo punto di vista nel valutare un cliente. Quello che sostanzialmente varia è il fatto che il giudizio deve essere non solo soggettivo, ma deve avere dei fondamenti di tipo quantitativo ed oggettivo. Quindi sostanzialmente si procede da un'analisi tradizionale di indicatori di tipo storico (saldi, indici di bilancio e così via) ad un'analisi prospettica, con lo score di bilancio, che attraverso una valutazione quantitativa e statistica, ci permette di strutturare e realizzare uno score di bilancio.

L'analisi del cliente ha anche un aspetto qualitativo, in questo caso oggettivizzato, con la realizzazione di un questionario strutturato che conduce ad uno score qualitativo.

La composizione dei due, porta ad un primo step che è il cosiddetto rating d'impresa; è di assoluta e fondamentale importanza che la valutazione e il calcolo del rating di impresa sia basato su dati che siano effettivamente corretti. Da qui l'impatto organizzativo che riferivamo in precedenza, è essenziale avere dei sistemi informativi molto bene organizzati, delle procedure in cui il caricamento e il controllo dei dati che vengono caricati sia assolutamente blindato, proprio perché portando poi questo strumento nell'operatività di rete, non si può sbagliare. Mentre prima il sistema di rating poteva essere utilizzato per valutazioni centrali di qualità del portafoglio, qui sostanzialmente si dà un'indicazione e si utilizza questo strumento a livello operativo e cosa assolutamente fondamentale, è che dia delle indicazioni coerenti, perché altrimenti sono strumenti che la rete difficilmente utilizzerà.

L'analisi del cliente si completa con quella che è l'analisi andamentale, nel senso che oltre a quello che è l'aspetto oggettivo della struttura del cliente, del suo bilancio, della sua qualità, dal punto di vista qualitativo, c'è una valutazione oggettiva del suo comportamento con la banca e l'integrazione delle tre componenti mi porta quello che è sostanzialmente il sistema di rating.

L'analisi del cliente è il primo passo. Il passo successivo è l'analisi dell'operazione; definito il cliente e la sua affidabilità o meno, passiamo a quella che è la destinazione del finanziamento, quindi a capire la linea di credito che ci viene richiesta e a che cosa è destinata. Il passo ulteriore è anche capire la rischiosità estrinseca di questa linea di credito - e qui ci riagganciamo a Basilea - la valutazione in base alla tipologia di linea di credito richiesta, di qual è l'EAD associata (che è un passo che in precedenza non si faceva e che ovviamente adesso deve essere fatto) quindi la necessità che per ogni linea di credito che viene richiesta, conoscere qual è l'esposizione al default stimata su questa tipologia di linea di credito.

Ultimo passo è infine l'analisi delle garanzie, che in questo caso ha degli impatti sull'aspetto relativo alla lost given default.

Quindi, riepilogando, sostanzialmente il processo di valutazione dell'analisi creditizia riunisce tre componenti: il sistema di rating con l'associazione ad ogni cliente di una probabilità di default, il sistema di rating che è composto da un'analisi andamentale, definiamola "cliente", un'analisi dell'operazione (che è collegata con l'EAD) e un'analisi delle garanzie che è collegata con l'LGD. Questo ci porta una sintesi del rischio che è riassunto nell'expective trues.

Questa è la logica complessiva, la struttura razionale e metodologica con cui, nel gruppo Unicredito, viene valutata una richiesta

Dalla logica bisogna però passare alla pratica.Sviluppato il modello e l'aspetto, il passaggio successivo è come implementarli in processi operativi che, è la cosa sicuramente più complicata perché va ad impattare su tutte le organizzative, sulle persone e sulla cultura.

E' stata raggiunta attraverso una rivisitazione della pratica elettronica ,già adottata dal '98, rivista in maniera pressoché integrale per allineare il processo di valutazione e i singoli fattori per far sì che i nostri gestori, potessero seguire un processo di valutazione logico, allineato con quella che è la metodologia.

Con alcuni requisiti che possiede la pratica, uno dei quali è l'allineamento, il gestore , nel momento in cui valuta un credito, si trova prima ad analizzare il cliente, determinando prima il bilancio, le singole componenti e lo score di sintesi di bilancio.. In questo modo ha la valutazione e l'analisi dell'operazione con la collegata EAD e la valutazione delle garanzie con la connessa LGD.

- L'expective loss , non è più calcolata come avveniva in precedenza, quando le facoltà venivano definite in base a degli importi e ai livelli; oggi sono stati introdotti degli indici di ponderazione, che in base alla rischiosità danno deleghe differenti agli stessi soggetti. Quindi un cliente, un collega, un gestore, un responsabile di agenzia, un responsabile di filiale ha facoltà 100 per un cliente con un rating buono, e facoltà 10 per un cliente cattivo Ciò viene realizzato attraverso l'applicativo della pratica e il l'applicativo collegato che allestisce le facoltà.

Nel creare la nuova applicazione, l'obiettivo è stato quello di allinearsi non solo a ciò che è Basilea nei processi operativi, ma di ottimizzare e di uniformare dei processi, delle procedure che erano necessarie anche in precedenza.

L'implementazione quindi ha avuto l'obiettivo di allineare, nella struttura, il nuovo processo di valutazione del rischio creditizio ai dettami di Basilea e nello stesso tempo, di ottimizzare anche i processi operativi di valutazione.

Non è un processo facile, non tanto per l'applicativo o per le logiche di valutazione nuove, ma proprio per un discorso culturale, perché avendo lavorato in rete conosco le problematiche e limitare una persona ad un range di 10 piuttosto che 90, non è un processo assolutamente semplice.

L'applicativo si suddivide in due macro strutture: una che è la vera e propria pratica, e quella che invece è la proposta di valutazione e gestione.

Collegato a questo c'è, per quanto riguarda il discorso della misurazione poi dell'evoluzione del cliente, lo strumento di monitoraggio. Esiste la componente di analisi del cliente e quella di gestione andamentale; in questo caso c'è lo score andamentale, che è stato sviluppato e specializzato per clientela; viene utilizzato nei processi operativi, , perché una delle cose da cui siamo partiti, che ritenevamo fondamentale già qualche anno fa, è che questi strumenti dovevano essere sviluppati per essere utilizzati nei processi operativi e non per semplice misurazione. Precedentemente abbiamo visto uno strumento che evidenzia l'evoluzione andamentale di classi di rating per pull di prodotto; in questo caso viene valutato il cliente dal punto di vista andamentale per rischio di controparte. Un applicativo, a tutti i livelli evidenzia i singoli portafogli con le relative qualità, le segnalazioni dei clienti che hanno variato la loro rischiosità in base al loro comportamento con la banca, e viene data una visibilità del rischio del portafoglio, di ogni singolo cliente e delle attività da realizzare su questo cliente. Essendo uno strumento operativo, nel caso in cui viene segnalato un cliente a rischio, ho l'appoggio della rete per trovare una soluzione adatta. L'applicazione ci aiuta con delle regole predefinite in cui, chi ha la responsabilità della relazione, deve definire come agire e che tipi di obiettivi si deve porre

Realizzare i modelli è sicuramente una cosa complicata, e credo che il grosso problema sia quello di rendere , in seguito, operativi questi strumenti sulla rete. Gli impatti, dal punto di vista operativo, sono notevoli, sia dal punto di vista organizzativo (perché c'è la necessità di creare dei presidi, degli strumenti, facendo sì, di non creare delle strutture elefantiache), sia nel modificare sostanzialmente la modalità di interazione e di lavoro della rete. Questa è la sfida principale, proprio perché cambiare il modo di fare banca, di valutare il credito su colleghi che sono sempre stati abituati a stimare in una determinata maniera e con determinati processi, non è assolutamente semplice.


INTERVENTO METELLI:
Mentre Andrea Resti prende posto, consentitemi un piccolo inciso Enrico Bertulessi ha parlato di modifiche nella struttura organizzativa, ha comunicato la frase " impatto culturale " , poi che il caricamento dati sia blindato, come riferimento al processo di trattamento dell'informazione. Tutto questo è il sistema informativo , in senso lato, cioè macchine e uomini, non è sistema informatico, la fisicità di hardware e software, è sistema informativo, flusso delle informazioni. Allora per rivolgermi anche a chi ci ha ospitato oggi, agli amici di Uniteam che lavorano nel campo Information Technology, è diventato molto più difficile, non solo perché, come ho detto all'inizio, abbiamo qualche soldarello in meno e siamo diventati più attenti, , la cosa si è complicata perché se è vero che qui c'è un grosso impatto culturale, sfuma la chiara linea di demarcazione, quella che ci piaceva fra utente che commissiona un lavoro all'informatico e informatico che lo realizza. Non c'è più questa linea di demarcazione. Non pensiamo sia possibile effettuare una sana, tranquilla analisi, la incorporiamo in un documento, la diamo al collega o al fornitore della Information Technology che ci ridà un prodotto che poi noi testiamo. Questa sequenzialità non c'è più, non funziona! Non ci credo assolutamente, è destinato al fallimento il progetto se affrontato in questo modo. L'interazione fra il committente e il produttore che dà indietro al committente un oggetto che per definizione è instabile, poiché si colloca in una realtà complessa che ha un impatto culturale, è un continuo trade off in cui la distinzione sfuma, non so se questo deve portare a un utente con competenze IT o non IT con competenze utente,

Questo è l'auspicio e la mia opinione, che indirizzo a tutti. Dopo queste calde parole, forse un po' animate, ve ne chiedo scusa, passo la parola all'autorevole Prof. Resti.

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