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Settembre 2004

 INDICE ARGOMENTI
Lo score andamentale
L’analisi operazione e garanzie
La Nuova Pratica Elettronica

 CASE HISTORY

Cosi UniCredit controlla il rischio di credito

Le logiche di valutazione del merito creditizio utilizzate dal Gruppo UniCredit, spiega Enrico Bertulessi, responsabile della direzione Crediti di UniCredit Banca, si basano sull'analisi della rischiosità del cliente, attraverso l'utilizzo di un sistema di rating integrato, dell'operazione e delle garanzie. Tali logiche hanno guidato la progettazione degli strumenti informatici per la valutazione della clientela e il monitoraggio andamentale della clientela corporate, realizzati da UniCredit Sistemi Informativi in collaborazione con Uniteam.

Come noto, il Nuovo Accordo sul Capitale è volto a misurare la quota minima di capitale che la banca è tenuta a detenere a fronte del rischio di credito. Nell'ambito delle nuove regole per la determinazione del capitale di vigilanza, che scatteranno all'inizio del 7007, il Gruppo UniCredito Italiano ha deciso di utilizzare l’approccio basato su sistemi di rating interni. Il sistema di rating utilizzato dall'istituto di Piazza Cordusio è parte integrante del processo di misurazione e gestione del rischio. “Per stimare i parametri di rischiosità internamente, sottolinea Enrico Bertulessi, attualmente responsabile della direzione crediti di UniCredit Banca il regolatore impone requisiti stringenti da soddisfare e per i quali si è reso necessario un notevole sforzo in termini di investimenti e di revisione dei processi interni. Il punto fondamentale è che i sistemi di rating interno devono essere utilizzati nella passi gestionale corrente della banca, garantendo così la coerenza tra operatività quotidiana e modifica di valutazione del rischio di credito ai fini della definizione del patrimonio di vigilanza. Dunque, prosegue Bertulessi, per poter utilizzare l'approccio dei rating interni al fine della determinazione del capitale minimo da detenere, la banca deve essere in grado di identificare, misurare e gestire tramite sistemi di rating interno (dotati di particolari requisiti tecnico/statistici, organizzativi e informatici) i rischi di credito in cui incorre. Una volta certificato da parte delle autorità di vigilanza che gli strumenti rispondono ai requisiti, l'istituto può utilizzare la strumentazione interna per la determinazione del capitale da detenere”.


Lo score andamentale
Lo score andamentale, invece, analizza mensilmente le informazioni dalla banca sui clienti in portafoglio, discriminando con predittività di almeno un anno le relazioni che manifestano sintomi di deterioramento del pronto di rischio. “Rispetto al rating d'impresa, osserva Bertulessi lo score andamentale si basa sui dati interni di comportamento del cliente nei confronti della banca e del sistema bancario. La combinazione tra score mandamentale e “rating d'impresa” fornisce il rating integrato che tiene dunque conto, oltre che degli aspetti quantitativi in bilancio e di quelli legati al contesto competitivo e settoriale in cu l'azienda si colloca, anche del comportamento nei confronti della banca e del sistema bancario. Il risultato finale è che a ogni controparte viene associato un punteggio e una Probabilità di Default (PD) (cioè una stima della probabilità di diventare insolvente nel corso dei dodici mesi successivi) che colloca il cliente in una determinata classe di rating interno.

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L’analisi operazione e garanzie
Il secondo livello di analisi nell’ambito della metodologia UniCredit per la valutazione del rischio di credito riguarda l’operazione. “L’analisi operazione, spiega Bertulessi, ha a che vedere innanzitutto con la destinazione del fido: si tratta di esaminare la finalizzazione degli affidamenti al finanziamento di operazioni direttamente connesse all’attività economica dell’azienda e che, per loro natura, contribuiscono a generare flussi di cassa. In pratica, l’operazione finanziaria deve potenzialmente contribuire a generare ricchezza per l’azienda, non alterando nel tempo i suoi equilibri patrimoniali e finanziari. Allo stesso modo vengono esaminate le modalità di rimborso, valutando la quota di lavoro assegnata alla banca, la qualità del portafoglio crediti dell’affidato, nonché il grado di tutela giuridica presente nelle operazioni di incasso crediti assegnate e anticipate”. A ogni tipologia di operazione (o forma tecnica di utilizzo), viene associata un stima di esposizione al default (EAD) cioè una stima dell’esposizione che si potrebbe verificare entro un anno, qualora la controparte diventasse insolvente. La valutazione delle garanzie, infine, si estrinseca nell’analisi del profilo giuridico del garante e soprattutto della congruità della garanzia, che deve caratterizzarsi per una capienza adeguata in rapporto all’entità dei fidi. “La valutazione delle garanzie, dice Bertulessi, influenza, insieme alla forma tecnica di utilizzo, la stima della Loss Given Default (LGD), ossia la percentuale dell’esposizione non recuperabile in caso di default. La sintesi globale del rischio per la banca è fornita dalla Expected Loss. Tale valore determinato dal prodotto di PD, LGD ed EAD) rappresenta la perdita attesa su un dato orizzonte temporale (nella fattispecie un anno).

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La Nuova Pratica Elettronica
Nel quadro di questo sistema di rating integrato, UniCredit fa uso di strumenti informatici per la valutazione della clientela corporate e il monitoraggio andamentale. In particolare, lo strumento utilizzato per la valutazione della clientele corporate è rappresentato dalla Nuova Pratica Elettronica realizzata da UniCredit Servizi Informativi con Uniream SpA (in UniCredit viene definita anche Docc - Dossier Crediti Corporate) “Con la Nuova Pratica Elettronica, sottolinea Bertulessi, intendiamo porre le premesse per allineare le varie fasi del processo di analisi e valutazione creditizia, svolte dal gestore, al processo di costruzione del rating, allineandoci così ai requisiti di Basilea 2.
Inoltre l'obiettivo è uniformare a integrare coerentemente sia l'informativa disponibile nei vari ambienti e applicativi, sia le logiche di riclassificazione del bilancio. Un aspetto altrettanto importante, sostiene Bertulessi è quello di efficientare l'operatività del gestore: la Nuova Pratica Elettronica riduce infatti gli adempimenti prettamente operativi e agevola l'attività di analisi del gestore. Infine, si punta ad agevolare l'attività di “revisione” e “delibera” del merito creditizio da parte degli organi deliberanti centrali attraverso la realizzazione di una specifica “scheda di sintesi”, alimentata in automatismo e destinata a diventare il documento base di supporto a tale operatività”.

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